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Seminari in libertà

È offerta, a tutti coloro che lo desiderano, la possibilità di incontrarsi in maniera informale per dialogare in libertà su qualche tema attuale di grande interesse. Con frequenza mensile vengono di volta in volta annunciate le date e l'argomento per un incontro che si svolge di sabato pomeriggio, presso il Seminario Arcivescovile, con ingresso dal Pensionato G. Toniolo (via San Zeno 8) e comodità di parcheggio.
Chi desidera averne notizia invii il suo indirizzo e-mail alla segreteria: bibcath@libero.it

sabato 21 gennaio

Il cristiano davanti alla crisi economica

L’argomento verrà trattato liberamente e senza formalità nel prossimo seminario in libertà al quale è invitato chiunque sia interessato sabato 21 gennaio, ore 17.00 presso il Seminario Arcivescovile (ingresso da via S. Zeno).

Albert Einstein, lungo la famosa crisi del ’29, scriveva questo testo, quanto discutibile, tanto suggestivo.

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

Lo scritto è tratto da A. Einstein, Il mondo come io lo vedo, Newton Compton, Roma 2005.